Contro il muro di gomma

Nonostante abbiamo condotto un’opposizione convinta, tenace ma sempre costruttiva e prodiga di proposte di emendamento, il sindaco Mongelli e la sua maggioranza hanno fatto orecchie da mercante, approvando il bilancio e dimostrando per l’ennesima volta lassismo e indifferenza nei confronti delle legittime proteste della cittadinanza di cui ci siamo fatti portavoce in aula
In questo periodo abbiamo ripetutamente evidenziato l’illegittimità del provvedimento, sia perché a tale rincaro non corrisponde alcuna miglioria nell’erogazione del servizio, sia per la spropositata incidenza sulle tasche dei cittadini, stanchi di dover pagare le colpe di 7 anni di malgoverno di centrosinistra.
Per questo, in nove ore di dibattimento, abbiamo fatto il possibile per indurre il primo cittadino e la sua maggioranza a fare un passo indietro, apponendo i nostri correttivi alla manovra, ma ci siamo scontrati contro il solito muro di gomma, come purtroppo è sempre accaduto in questi oltre due anni di amministrazione mongelliana.
A nulla sono valse le nostre incontrovertibili argomentazioni sia sul piano tecnico-procedurale che su quello meramente contenutistico: l’aumento Tarsu è infatti iniquo perché la presentazione dei documenti agli uffici comunali è avvenuta con ritardo, sia perché prevede la retroattività dell’aumento quando invece la legge contempla la possibilità dell’approvazione dell’aumento della tariffa solamente dall’anno successivo rispetto a quello di deliberazione della Giunta, cioè dal 2012.
Per non parlare dell’entità dell’aumento, cioè il 35% che significa oltre cento euro di aggravio a famiglia.
Per questi motivi, cercando vanamente un accoglimento sinergico delle nostre istanze, in consiglio abbiamo chiesto a Mongelli di abbassare la soglia percentuale dell’aumento al 10%. Ma non c’è stato nulla da fare. La maggioranza consiliare si è compattata attorno alla figura del sindaco, rendendosi di fatto complice dell’ennesimo pesantissimo atto compiuto in barba al sentimento collettivo della comunità cittadina, bistrattata da un’amministrazione, quella di Mongelli, efficientissima solo nel collezionare stangate, debiti, tasse e disservizi. Il tutto sulle spalle dei foggiani.